CONANN di Bertrand Mandico


Una donna nelle fasi della propria vita. Adolescenza, maturità, potenza, sfiorimento, dipartita.

In questo viaggio dell’eroina, Conann è tutte noi. Da ragazzina vive di persona l’uccisione brutale della madre, che le fa perdere l’innocenza per buttarsi fra le braccia dell’impurezza, di quella fase dilaniante che è l’età adulta.

Da adulta, uccide, vince, sovrasta, ricorda, urla. Cambia colore di abiti, di capelli, di pelle, da vichinga diventa una regina, da senzatetto diventa una gangster.

Subisce la rabbia delle proprie vittime quando impersona una feroce versione femminile di una SS tedesca. Poi si redime nella sua forma più anziana, quando ha capito il segreto della vita ed è pronta a tornare cenere.

Conann è un canto, una ballata, un’ode, una poesia efferata e una crudele verità.

Conann è una donna che impara a sopravvivere, poi impara a volere, poi a volere sempre di più, poi cade, precipita, poi diventa la nonna della nuova generazione, sul tavolo come pietanza di cui cibarsi, l’ultima eredità dei suoi pupilli.

Non hanno pietà di lei, vogliono il suo successo e trangugiano il corpo fantastico sui piatti d’argento, vincendo il ribrezzo, in una rivalsa cannibale della lotta alla sopravvivenza.

Solo chi è più forte ce la fa, o chi è più brutale?

Mandico dipinge un mondo distopico e ancestrale, una fiaba nera in cui le sfumature divine e infernali si confondono, dove fra i quartieri logori e sporchi dove scivola il fango e l’assenza di umanità sono sfavillanti quanto le sale regali di un rifugio per l’anima. Fra iceberg e deserti senza fine, c’è la perdizione di un purgatorio falso e di solitudine ai confini dell’universo.

Conann è una donna che si innamora di se stessa, e sprigiona tutta la potenza femminile del non aver bisogno di un uomo. Insieme a lei, la sua guida amica/nemica Rainer, forma umana-canina che cerca di rubare la scena alla predestinata senza riuscirci, e non riesce ad accontentarsi del suo ruolo secondario (ma Mandico le dedica un mediometraggio intero, che Locarno76 sapientemente a differenza di Cannes76 propone quasi in simultanea).

Di nuovo, donne ancestrali che lasciano l’impronta del reale sullo schermo, nella meraviglia di Mandico che le fa alzare sopra le vette di ciò che solo l’immaginazione può rendere possibile.


di Sabrina Scansani

Le parole di CONANN

BRUTALITÀ SOLITUDINE INFERNO

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